Scrivere per informare, un manuale (pratico) per la scrittura digitale

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Scrivere per informare è un manuale di scrittura scritto a quattro mani da Cristina Maccarrone (giornalista nonché SEO copywriter e formatrice) e da Riccardo Esposito (copywriter, blogger e web writer). Pubblicato da Flaco Edizioni, questo libro riesce in una sintesi che raramente capita di riscontrare nella manualistica di scrittura per il web pubblicata in Italia. Accanto alle buone prassi di ottimizzazione SEO e di attenzione alle richieste di Google (e dei social), in queste pagine troviamo indicazioni concrete, ed efficaci, su come pensare, impostare e scrivere un testo per il web che risponda anche a criteri di deontologia e di professionalità giornalistica.

Scrivere per informare, un libro a quattro mani

La particolarità di Scrivere per informare, manuale dotato di un proprio sito web, risiede innanzitutto nella sua impaginazione. I tipi di Flaco Edizioni hanno pensato bene di realizzare un volume composto da due lati, come accadeva con i vinili (i cd, le cassette, i 45 giri…). Due lati e due copertine: la celeste è dedicata alle pagine scritte da Cristina Maccarrone, la copertina rossa introduce poi le pagine a cura di Riccardo Esposito. Ma di chi stiamo parlando esattamente?

Cristina Maccarrone vive e lavora a Milano, ed è una giornalista. Ma non solo. Tra le sue competenze rientrano la capacità di scrivere contenuti in ottica SEO, quindi non solo per la carta stampata, si occupa di brand journalism e si occupa di formazione in questi ambiti professionali. Alcuni suoi articoli, tra gli altri luoghi, possono essere trovati e letti su Forbes.

Riccardo Esposito vive in Campania, da anni cura i contenuti di uno dei siti di riferimento per blogging e content/copy in Italia, My Social Web. Anche lui freelance, anche lui formatore e, viene da sé, copy (e content) writer. Con un occhio di riguardo per le dinamiche di comunicazione all’interno della rete.

Booktrailer a cura di Flaco Edizioni

Scrivere e informare per la rete

La seconda particolarità di questo manuale, uscito nel maggio 2020, in tempi purtroppo non proprio sereni, risiede nell’approccio che rivolge al lettore e alla lettrice. Le due facce di Scrivere per informare illustrano metodi e prassi per la scrittura. Una che funzioni sia per gli occhi dei lettori, sia per l’algoritmo di Google (e dei social).

Ma prima di passare in rassegna i principali argomenti trattati nel manuale, è forse il caso di spendere alcune parole sull’importanza di questo libro. Un libro scritto insieme da una giornalista e da un blogger. Ricordando sempre che sia Maccarrone sia Esposito sono figure professionali ibride, felicemente contaminate tra carta e digitale.

Ecco, è proprio questo il punto: solo “grazie” alla pandemia (o forse solo a causa della gestione di parte della pandemia) imprese e player dell’economia, dell’editoria e del giornalismo, sembrano essersi svegliati, qui in Italia. E hanno imparato a fare di necessità virtù. Fuori di metafora, nagli ultimi due anni si sta assistendo a una integrazione tra necessità comunicative d’impresa, da un lato, e comunicazione (non solo marketing!) digitale dall’altro.

Giornalismo e storytelling hanno iniziato a coabitare anche in un post, o in stories, su Instagram. Un carosello è diventato possibile strumento, se non di approfondimento, quanto meno di cronaca (aziendale, sportiva, politica). Scrivere per informare si colloca su questo solco: un tratto di unione, e di incontro, tra “vecchie” e contemporanee modalità di comunicazione.

Perché questo manuale di scrittura (giornalistica) per il web?

Perché acquistarlo, detto in altri termini, e perché allora consigliarlo? Per diverse ragioni, non ultima l’intersezione tra “antico” e contemporaneo che abbiamo appena accennato. Possiamo isolare due ordini di ragioni: tecniche e deontologiche. Elenchiamo sommariamente le ragioni tecniche. Scrivere per informare fa al caso nostro se dobbiamo (o vogliamo):

  • capire quale tipo di articolo scrivere;
  • imparare a scegliere e costruire un target per cui scrivere;
  • discernere tra i diversi obiettivi di comunicazione;
  • studiare trend e competitor;
  • imparare a scrivere una headline che si rispetti (e che rispetti la SEO);
  • strutturare un articolo e corredarlo della giusta immagine (anch’essa da ottimizzare).

Accanto a queste indicazioni di ordine tecnico (ma ripetiamo che chi le ha stese, in questo caso Riccardo Esposito, non è un blogger puro, esclusivo. Ma è appunto “sporcato” di sana impostazione vecchia scuola), esistono poi indicazioni di ordine più deontologicamente giornalistico:

  • come scrivere l’attacco di un articolo;
  • come chiudere un articolo;
  • fact checking e cura delle proprie fonti;
  • le 5 W del giornalismo (non solo ormai) anglosassone;
  • quale struttura dare al proprio articolo;
  • come scrivere un comunicato stampa.

Perché scrivere? Perché informare?

Il web semantico, e più in generale l’intero web, in estrema sintesi non è niente altro che una enorme e sconfinata banca bati, un database dal potenziale enorme. Per avere una misura di riferimento, ci basti pensare che Google, nel lontano 2016, ha dichiarato di avere in archivio una somma compresa tra i 230 e i 260 trilioni di pagine. Sei anni fa. E dato che Google indicizza e posiziona pagine con tempistiche algoritmiche, la cifra indicata nel 2016 sarà aumentata in modo più che importante.

Ed è qui che entra in gioco un volume (un manuale, anzi) quale è Scrivere per informare. Queste pagine insegnano e raccontano come costruire pagine e contenuti che assolvano a una (sempre perfettibile) veridicità e onestà fattuale e che, allo stesso tempo, guadagnino una visibilità pertinente e meritata risalendo la china delle richieste di un algoritmo.

Si tratta di un dialogo. Un dialogo tra una giornalista e un blogger. Che pare abbiano avuto molto da dirsi e da condividere, viste le oltre 400 pagine di questo manuale doppio. In chiusura, teniamo conto del fatto che questo scambio (proficuo) di competenze tra Maccarrone ed Esposito non termina affatto a pagina 402. Scrivere per informare è anche il nome di un (reale e fruttuoso) gruppo Facebook. Iscriversi, per chiunque fosse interessato a comunicare per bene, sarebbe una bella mossa davvero.

In questo gruppo troveremo post a cura dei due moderatori, post scritti dai membri iscritti, scambi di idee e spunti, dirette a volte. Dirette che continuano il dialogo iniziato tra le pagine di questo manuale.

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