WordPress, di cosa si tratta? (E cos’è un CMS?)

WordPress
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WordPress è un CMS (Content Management System). In termini più diretti, è un software gratuito, per di più in open source, con il quale è possibile aprire, impostare, personalizzare e costruire siti. O blog. Perché sceglierlo? L’articolo aiuta a capire le ragioni di questa possibile scelta, e vuole essere una prima breve guida all’uso di questo diffusissimo CMS.

All’inizio era b2/cafèlog

b2 cafèlog, CMS da cui è stato ricavato WordPress

L’ultima versione di WordPress mentre scrivo (è il 22 maggio 2021) è la 5.7.2. Ma prima di arrivare a questo rilascio, e prima ancora di essere il sistema di gestione contenuti più diffuso al mondo (attualmente WordPress viene implementato su oltre il 60% di tutti i siti presenti nel web) questo CMS aveva un papà, per così dire. Il CMS in questione si chiamava b2/cafèlog.

Il 27 maggio del 2003 fu rilasciata la prima versione di WordPress, che si basava sul codice sorgente di b2/cafèlog. A occuparsi della programmazione di questa prima versione, e delle successive, Matt Wullenveg e Mike Little. Dal 2003, e per tutte le versioni successive, questo CMS è evoluto in modo costante e incredibile.

Cronistoria di WordPress

Di seguito, alcune tappe fondamentali della sua evoluzione, in rigoroso ordine cronologico:

  • 2004: vengono integrati per la prima volta i plugin, ovvero una porzione di codice non autonoma, rispetto a un programma principale, che ne estende e articola le funzionalità (le preview di post da Facebook e Instagram, presenti negli articoli di blog o siti, sono integrati con un plugin);
  • 2005: viene introdotto per la prima volta un editor visuale. In pratica, l’utente può finalmente gestire i propri contenuti nella bacheca, o in backend, come se stesse scrivendo e gestendo un testo sull’Office della Microsoft, o su LibreOffice;
  • 2007: arrivano finalmente i widget. In modo abbastanza simile ai plugin, i widget sono dei componenti grafici di un programma che hanno come obiettivo quello di aiutare l’utente a interagire con l’interfaccia stessa del programma stesso (la finestra “Cerca” presente nella home, o negli articoli di un sito, è un widget);
  • 2010: viene data la possibilità di gestire più siti da una singola utenza.

Differenze tra .org e .com

Prima di entrare nei dettagli, e raccontare le attuali caratteristiche principali di WordPress, dobbiamo operare una distinzione importante. Questo CMS è di base un software. Viene distribuito da un sito ufficiale, che sottolinea l’importanza e il valore della democratizzazione nella pubblicazione dei contenuti.

Quando si parla di WordPress inteso come puro software, si fa riferimento al relativo dominio con intestazione .org. Ma, come forse non tutti gli utenti sanno, per avere un sito o blog online è necessario uno spazio nel web. Questo spazio viene fornito e gestito, gratuitamente oppure a pagamento, da società dedicate: questo spazio risponde al nome di hosting. WordPress fornisce, in modalità free o sotto abbonamento, questo spazio. Il dominio utilizzato ha come estensione .com.

Cosa si può fare con WordPress?

Quando si parla di sito, o anche più semplicemente di un blog, con questa risorsa si può fare tutto. Letteralmente di tutto. Vediamo alcune possibilità:

  • Temi: la directory dedicata ai temi dà all’utente oltre 8.000 temi tra cui scegliere per personalizzare homepage, articoli e pagine. Questo aspetto non è da sottovalutare affatto, dal momento che buona parte della identità di un brand, o più in generale di un mittente che voglia comunicare, passa anche dall’abito con il quale ci si affaccia sulla scena della rete;
  • Plugin: queste piccole, o meno, estensioni di software permettono di estendere una grande quantità di funzionalità su piattaforma. Esiste una directory dedicata ai plugin nel sito ufficiale. A titolo esemplificativo, è possibile indicare plugin con qui si gestisce la SEO on e off page, come Yoast, oppure plugin con cui si costruiscono pagine e articoli, e in questo senso Elementor la fa da padrone, dal momento che è tra i page builder più diffusi in assoluto tra gli addetti ai lavori;
  • TAG: è possibile “marcare” i contenuti realizzati su WordPress con dei TAG, che permette al CMS, a Google (e all’utente) di intercettare a colpo d’occhio gli argomenti trattati in articolo, così da rendere la fruizione dell’articolo stesso più intuitiva, immediata e catalogabile;
  • Categorie: sì, perché i singoli articoli realizzati e pubblicati su WordPress possono essere catalogati a loro volta in macrocontenitori, che vengono definiti categorie. Se nel mio sito ci si occupa della vendita di scarpe da corsa, per esempio, gli articoli potrebbero essere suddivisi in tre principali categorie: scarpe da maratona, scarpe da mezza maratona e infine scarpe da trail.

WordPress e SEO

In modo molto semplice e schietto, WordPress rappresenta lo stato dell’arte per chiunque voglia occuparsi di SEO on-page, ma non solo. Quando si parla di crawlability, indexing e posizionamento, o più tecnicamente ranking, WordPress rappresenta senza ombra di dubbio la soluzione più adatta.

La ricerca organica, ovvero l’attività da parte degli utenti di scrivere un query nella finestra di ricerca di un browser, grazie a WordPress diventa una attività meno complessa da gestire. I plugin dedicati all’ottimizzazione di ricerca sono diversi:

  • Yoast SEO, già citato qualche riga più in su, e certamente tra i più intuitivi e diffusi. Ottimo anche in modalità gratuita;
  • SEOPress, installato finora in oltre 150.000 siti, si distingue per l’assenza di inserzioni pubblicitarie;
  • The SEO Framework, indubbiamente il più fedele alle pratiche white hat (virtuose) indicate da WordPress e dai motori di ricerca.

Ma tutto questo to scrape the surface perché, come avrete modo di approfondire leggendo diversi articoli al riguardo, WordPress si distingue per altre specifiche e caratteristiche, come plugin dedicata all’ecommerce (è il caso di WooCommerce).

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