Search intent. Perché è importante?

Search Intent
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Capire cos’è il search intent è intuitivo. Definiamo infatti l’intento di ricerca di un utente come la ragione effettiva, la causa che lo ha portato a comporre una query su Google. Oppure, da un diverso punto di vista, possiamo definire il search intent come l’obiettivo di una ricerca che un utente sottopone a Google, o un qualsiasi motore di ricerca. E, come vedremo in questo articolo, esistono più obiettivi dietro una query.

L’importanza del search intent in una strategia SEO

L’intento di ricerca quindi risponde a un bisogno di informazione. Nella pratica, può essere considerato come il momento immediatamente precedente alla digitazione di una query, una domanda, scritta o parlata, che l’utente rivolge al motore di ricerca.

Nel web, soprattuto quando abbiamo a che fare con un motore di ricerca, la conoscenza e lo studio degli intenti di ricerca degli utenti ha un valore strategico e analitico di importanza capitale. L’intento di ricerca viene espresso da un utente attraverso la scrittura di una query, e la query è composta da parole chiave.

Diamo intanto una definizione sbrigativa e comunque funzionale di una keyword: quando una parola compare più volte di quanto ci aspettiamo in un determinato testo (e Google è un divoratore di testualità!) abbiamo una parola chiave.

Il più delle volte la forte ricorrenza di una parola chiave e del suo campo semantico ci indica in modo piuttosto chiaro intenzioni e obiettivi di una ricerca.

I quattro tipi di search intent

Quando scriviamo una query stiamo interrogando un database. Google è un database particolare, perché è un programma. Il che vuol dire che Google è una risorsa guidata da una intenzione.

E quindi, quanti tipi di intenzione di ricerca esistono? Quattro. Vediamole nel dettaglio:

Query informazionale Per quale ragione, in definitiva, siamo sulla rete? Semplice: per cercare informazioni. Né più né meno. La query informazionale risponde a un puro e semplice bisogno di informazioni, indipendentemente dall’obiettivo specifico della ricerca.

Facciamo un esempio: per questo fine settimana vogliamo preparare un risotto, ma sappiamo che uno dei nostri commensali non mangia carne (per necessità o scelta, poco importa al nostro fine), e cosa facciamo? Per cercare la ricetta di un risotto vegetariano, andiamo su Google e scriviamo la query: risotto vegetariano.

L’immagine qui sotto esemplifica un risultato tra i tanti nella serp.

che cos'è il search intent
Un esempio di query informazionale, che l’utente opera per trovare informazioni.

Bene. La nostra serata è andata nel migliore dei modi, il nostro commensale ha apprezzato il risotto vegetariano e, sotto sotto, anche noi. Cosa possiamo fare adesso? Possiamo continuare la ricerca all’interno del sto che ha soddisfatto le nostre aspettative.

Query navigazionale Quando abbiamo la chiara intenzione di raggiungere un sito specifico, e non altri, abbiamo a che fare con una query navigazionale. Nel nostro caso, possiamo avere la curiosità di preparare altri tipi di risotto, e usiamo come fonte lo stesso sito che ci ha permesso di cucinare il nostro risotto vegetariano. La query, allora, sarà: sale e pepe risotto. Queste tre parole chiave danno il risultato che vediamo in questa seconda immagine.

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Un esempio di query navigazionale, con cui un utente cerca informazioni all’interno di un sito (indicato nella query come parola chiave).

Query commerciale Viene spesso definita anche transazionale. È adottata quando il nostro intento è, più o meno esplicitamente, quello di acquistare un prodotto o un servizio.

Se scriviamo sulla finestra di ricerca di Google combinazioni di parole chiave quali: miglior ristorante giapponese della zona, adattatore Mac HDMI. Oppure fitband compatibile Huawei, Google intuisce che il nostro obiettivo potrebbe essere l’acquisto di un prodotto, e restituisce una serp i cui contenuti vanno dalle schede prodotto, ad Amazon, all’inserzionistica pubblicitaria propriamente detta.

Per tornare al nostro esempio, dopo avere scelto una seconda ricetta per cucinare un risotto degno del suo predecessore, abbiamo il desiderio di variare il tipo di riso utilizzato. Andiamo sulla finestra di ricerca di Google e scriviamo: dove comprare il riso migliore per risotto. Il risultato è mostrato in questa ultima immagine.

che cos'è il search intent
Esempio di query commerciale, che mostra anche degli annunci a pagamento.

Perché dobbiamo capire che cos’è il search intent

Che cos’è il search intent allora? Per essere più precisi, possiamo in ultima battuta definire il search intent come una forma di capitale informativo da investire. Se teniamo conto del fatto che mediamente un utente scrive query composte da quattro parole chiave, forse ci avviciniamo di più al nostro obiettivo.

E qual è il nostro obiettivo? Intercettare il giusto destinatario. Il target. Gli utenti, a meno che non abbiano una forte e immediata necessità di informazione, il più delle volte svolgono delle ricerche generiche. Ma è proprio a questa altezza che dobbiamo essere in grado di capitalizzare quanto compreso delle loro intenzioni.

Essere in grado di raggiungere un utente con le informazioni di cui ha bisogno è il primo passo per generare contatti. E la generazione di contatti è il primo passo per la fidelizzazione, fino alla creazione di una community.

Intento di ricerca e strategia di comunicazione

Informazioni, ricerche all’interno di siti, infine acquisto. Questi tre momenti vengono definiti, nel marketing, funnel, ovvero imbuto. Ci indicano com’è possibile intercettare, informare e, in ottica copy, persuadere un utente a compiere un’azione, a seguire una qualsiasi call to action che correda il nostro testo.

Una strategia di comunicazione deve tenere conto di un search intent che sia quanto più possibile specifico e univoco. Google assorbe quotidianamente una media di quattro miliardi di query.

Le pagine di cui ci prendiamo cura devono quindi accogliere contenuti altrettanto specifici. Quelli che in gergo SEO vengono definiti di coda lunga. Non lo sappiamo ancora, ma dall’altra parte dello schermo c’è già qualcuno che aspetta le nostre risposte alle sue domande.

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