Cosa sono le parole chiave di coda lunga?

parole chiave di coda lunga, una definizione
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Le parole chiave di coda lunga, in inglese long-tail keyword, rappresentano una risorsa fondamentale sia per l’utente che sta operando delle ricerche su Google, come su altri motori di ricerca, sia per il marketer o il comunicatore che è alla ricerca di una visibilità pertinente. In questo articolo, cerco di darne una definizione, provo a spiegarne l’importanza (anche per la realizzazione di un calendario editoriale) e ne illustro i vantaggi. In conclusione, indico alcuni strumenti, gratuiti e non, grazie ai quali è possibile impostare una valida strategia nella scelta e nell’uso delle code lunghe.

Parole chiave di coda lunga, una definizione

Torniamo per un attimo ai fondamentali e ricordiamo il concetto di parola chiave. A rigor di semantica, la parola chiave è una parola (o un insieme di parole) che si presenta in un testo più di quanto dovrebbe accadere secondo statistica. In ottica SEO, quindi, la parola chiave è la parola (o l’insieme delle parole) che l’utente immette nella finestra di ricerca di Google. Estrema sintesi: le keyword sono chiavi di ricerca adoperate dagli utenti per soddisfare dei bisogni informativi.

Le parole chiave sono di almeno tre tipi, mentre una classificazione più esaustiva e completa prevede 9 tipi di parole chiave. Partiamo da questi primi tre riferimenti. Esistono infatti:

  • Short-tail keyword, composte da una o due parole. Determinano risultati di ricerca numericamente cospicui e di basso impatto qualitativo;
  • Mid-tail keyword, composte da tre o al massimo quattro parole. Sono mediamente competitive, e rappresentano un compromesso di quantità e qualità;
  • Long-tail keyword, oggetto principale di questo articolo.

Entriamo nel dettaglio e arriviamo a una definizione: una parola chiave di coda lunga è una chiave di ricerca composta da più parole, con un volume di ricerca esiguo e una quota di competitività più bassa rispetto alle parole chiave short-tail e mid-tail.

Rappresentazione schematica delle caratteristiche delle parole chiave di coda lunga.
Grafico che sintetizza le differenze tra le parole chiave short e long

Vantaggi delle parole chiave a coda lunga

I vantaggi delle parole chiave di coda lunga sono molti. Come prima considerazione teniamo conto del fatto che ogni attività di ottimizzazione SEO di un sito, che si rispetti, è a costo zero. Ovvero: per ottenere visibilità per il nostro sito, il costo è dato dalla ricerca delle parole adatte, dal tempo investito nella ricerca, dalla stesura del content. Ma in termini puramente economici, il traffico organico per definizione non richiede un investimento economico (a differenza del traffico ottenuto in modalità PPC: le sponsorizzazioni.

Tra i principali vantaggi delle parole chiave a coda lunga troviamo:

  • il favorire la conversational research e le ricerche vocali che per loro natura vengono adottate quando l’utente ha bisogno di informazioni circostanziate;
  • il fornire risultati specifici e completi, tenuto conto del fatto che il 70% delle ricerche assorbite da Google è dato dalle long-tail;
  • il facilitare il posizionamento nei primi dieci risultati della SERP o, in pratica, nella prima pagina dei risultati di ricerca su Google;
  • questa risposta di qualità tende a soddisfare il search intent degli utenti.

Caratteristiche delle long-tail

E quali sono le caratteristiche numeriche delle code lunghe? Come facciamo a capire concretamente di avere sotto i nostri occhi una parola chiave vantaggiosa per i nostri obiettivi di comunicazione?

Di seguito, i principali aspetti numerici, e statistici, delle code lunghe:

  • il volume di ricerca mensile deve essere basso, intorno alle poche centinaia di ricerche (insomma, l’utente deve usare poche volte questa parola chiave);
  • il livello di concorrenza, indicato dai tool che facilitano il nostro lavoro di keyword research, deve essere scarso;
  • il CPC, il costo per clic della parola chiave in questione, dovrebbe assestarsi intorno alle poche decine di centesimi (di euro, nel nostro caso)
  • query della long-tail, è bene ripeterlo, deve essere composta da almeno quattro, o più, parole.

Scogliamo ora questi numeri. Se una parola chiave è utilizzata da un numero elevato di utenti, il posizionamento nella SERP sarà complesso, lungo e arduo da ottenere. Prendete la parola chiave “love”, che ha 12 miliardi (miliardi!) di risultati. Sperare che una nostra pagina ottimizzata con “love” raggiunga in un anno, per dire, la prima pagina dei risultati su Google è una pura illusione.

Se invece ci concentriamo su parole chiave che hanno un volume di ricerca basso, su base mensile, sono più specifiche, hanno pochi altri contenuti concorrenti, ecco che posizionare una pagina è una attività più gestibile, il famoso ago nel pagliaio è più semplice da trovare. Se poi il nostro sito ha diversi articoli e pagine ottimizzate per le code lunghe, ecco ci diamo la possibilità di raccogliere più ricerche specifiche, da più utenti, con minore concorrenza e maggiore possibilità di posizionarci in un tempo gestibile.

Esempi di parole chiave a coda lunga

In questa tabella abbiamo alcuni esempi di code lunghe, classificate in base al volume di ricerca mensile, al CPC e alla difficoltà SEO complessiva.

Parola chiaveVolumeCPCDifficoltà SEO
trail running come iniziare 50 0,08 € 52
frittata di patate light 90 0 43
flessioni inverse 110 0 56
raccoglitori ad anelli tinti unita 90 0,13 25
zuppa di miso fa ingrassare 110 0 42
Esempi (numerici) di code lunghe

Come forse abbiamo già notato, questi numeri rafforzano il concetto portato avanti finora: per ottenere visibilità (una visibilità pertinente, che soddisfi l’intento di ricerca degli utenti), una parola chiave deve avere un volume di ricerca mensile piuttosto basso, un costo altrettanto basso, una difficoltà gestibile e deve, in conclusione, essere specifica.

Importanza delle long-tail keyword per il calendario editoriale

Le parole chiave, tutte le parole chiave, sono di importanza vitale non solo per un buon posizionamento, ma soprattutto per un calendario editoriale degno di questo nome.

Ogni piano di comunicazione risponde a diversi requisiti: obiettivi da raggiungere (obiettivi economici, di posizionamento, di awareness), un target da indirizzare, una storia da raccontare. Per essere efficace, un piano di comunicazione va quindi tradotto in un piano editoriale (PED), che a sua volta scandisce i passaggi intermedi, le azioni di base da compiere per raggiungere gli obiettivi.

Il piano editoriale, infine, è composto concretamente da giorni, settimane e mesi nei quali collocare il content adatto agli obiettivi prefissati. Il content, in conclusione, che sia articolo, pagina, guida, scheda prodotto, landing page, banner, ha bisogno di parole chiave specifiche, univoche, che intercettino in modo chiaro e netto il search intent del target cui ci stiamo rivolgendo, riuscendo quindi a scalzare la concorrenza.

Le parole chiave a coda lunga rispondono a tutte queste caratteristiche saperle scegliere usarle nei metadati, e nel corpo del testo (e nelle immagini), è il primo passo per impostare una strategia di posizionamento efficace.

Alcuni strumenti (gratuiti) per scegliere le giuste code lunghe

Com’è prevedibile, data l’importanza strategica delle parole chiave (non solo di coda lunga), la rete abbonda di strumenti che permettono di interrogare i server di Google (e di Bing, e di altri motori di ricerca).

In questa abbondanza di tool per trovare parole chiave, in conclusione di articolo segnaliamo alcuni strumenti gratuiti e in modalità freemium grazie ai quali impostare una ricerca di parole chiave:

  • Google Autocomplete o, molto più semplicemente, l’autocompletamento di Google. Quando noi digitiamo una query, in base a una serie di parametri (temporale, di luogo, storico di ricerche pregresse, clic sui risultati della SERP) Google si incarica di completare la nostra query con dei suggerimenti (il vecchio nome di questa funziona era infatti Google Suggest);
Un esempio di parole chiave di coda lunga grazie a Google Autocomplete
Un esempio di ricerca con Google Autocomplete
  • Google Trends, sempre del colosso di Mountain View. Con questo strumento è possibile intercettare non propriamente i volumi di ricerca, piuttosto gli andamenti delle ricerche, da parte degli utenti, su base temporale e locale. Inoltre è possibile mettere a paragone fino a cinque parole chiave, ottenendo inoltre valide indicazioni sugli argomenti correlati e sulle query associate alla nostra ricerca;
Google Trends come strumento per intercettare parole chiave di coda lunga
Un esempio di keyword research su Google Trends
  • Answer Socrates, con cui chiudiamo questa brevissima e incompleta rassegna con un quasi off-topic. Questo sito, completamente gratuito, non fornisce propriamente code lunghe, ma raccoglie per noi una grande quantità di domande, divise per criteri di contenuto e sintassi, che gli utenti pongono in merito a specifiche parole chiave. Code lunghe? Non proprio. Più esattamente, Answer Socrates produce in pochi secondi un report per il search intent.
Answer Socrates, tra code lunghe e search intent.
La homepage di Answer Socrates

Ma, come accennavamo, questa che abbiamo appena terminato è una semplice indicazione di tre strumenti, comunque validi, per intercettare le long-tail keyword adatte ai nostri obiettivi di comunicazione.

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