Keyword, una breve guida

Keyword, una definizione
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Le keyword sono delle parole che all’interno di un testo hanno un’incidenza, e meglio ancora una presenza, maggiore di quanto ci aspettiamo. Le ragioni di questa maggiore presenza – ragioni che possono essere diverse – intercettano di solito quello che definiamo search intent, o intento di ricerca. Le parole chiave compongono la cosiddetta query, ovvero: l’interrogazione di un database.

Keyword, una definizione

La ricerca di parole chiave rappresenta un momento imprescindibile per chiunque voglia occuparsi di scrittura digitale, di SEO e di advertisement (soprattutto attraverso Google o altri motori di ricerca). I criteri di scelta di uno o più campi semantici di parole chiave serve a intercettare il cosiddetto search intent (intento di ricerca, in italiano).

Ma dal momento che ci troviamo in un contesto digitale, cerchiamo di essere più esatti in questa definizione: le parole chiave compongono la query (la ricerca) che noi poniamo a Google, o a qualsiasi altro motore di ricerca; database inclusi.

Le parole chiave sono classificate in base a un criterio qualitativo, per così dire. In base all’intenzione di ricerca che esprimono. E da questo punto di vista esprimono query:

  • Informative Quando rispondono a un bisogno informativo puro e semplice;
  • Navigazionali Nel caso in cui scriviamo nella query il nome del sito che vogliamo raggiungere;
  • Transazionali O commerciali, che utilizziamo tutte le volte che vogliamo acquistare un prodotto o un servizio.

In questo senso, gli obiettivi delle parole chiave che di volta in volta adottiamo per effettuare una ricerca dovrebbero essere chiari. Ma cosa accade quando dobbiamo concretamente scegliere le parole chiave da utilizzare per un nostro content?

Quanti tipi di parole chiave esistono?

Concretamente, e al netto del search intent, le nostre parole chiave vanno valutate e scelte in ottica quantitativa. Le chiavi di ricerca possono essere dunque di due tipi: parole chiave di coda corta e parole chiave di coda lunga. Cerchiamo ora di approfondire:

  • Short-tail Chiavi di ricerca a coda breve, o coda corta. Sono ricerche composte per lo più da due, tre parole chiave. Rappresentano la stragrande maggioranza dei circa 4, 6 miliardi di query che Google assorbe quotidianamente. Sono ricerche generiche, basiche, con un volume di traffico alto. Query quali “i risotti migliori”, “i risotti più buoni”; oppure “anelli per matrimonio”, “film in tv”.
  • Long-tail Chiavi di ricerca a coda lunga, composte da almeno quattro, cinque parole chiave. Le più importanti. E le consideriamo più importanti per una ragione molto specifica e chiara: determinano una quantità più bassa di risultati, a fronte di un search intent più chiaro.

Potrà sembrare controintuitivo, e per certi aspetti lo è, ma per noi è importante capire come nella rete le query di coda lunga sono le più importanti, appunto perché quando svolgiamo una ricerca specifica, utilizziamo più parole per circoscrivere l’oggetto della ricerca stessa.

Se ho bisogno di approfondire la SEO, non mi limito a produrre una query del tipo “SEO”. E basta. Assolutamente no. Comporrò, al contrario, una query come segue: “come studiare in rete la SEO”, “definizione pratica di una strategia SEO”, “strumenti gratuiti per studiare la SEO”, “i migliori programmi gratuiti per ottimizzare in ottica SEO”.

Ci concentriamo quindi su una quantità di parole chiave adatta a circoscrivere adeguatamente, e nel dettaglio, la nostra ricerca. Ultimi esempi di coda lunga: “pane fatto in casa facile e veloce”, “come impastare la pizza in casa”, “come pulire le fughe delle mattonelle”.

Come usare le parole chiave

Una volta che abbiamo scelto, con gli strumenti SEO giusti, le nostre keyword di coda lunga e non solo, ci ritroviamo a rispondere alla seguente domanda: come usiamo le parole chiave che abbiamo scelto?

Lavoriamo seguendo i criteri di densità, frequenza, prominenza e prossimità. Specifichiamo questi concetti con l’elenco che troviamo di seguito:

  • Keyword density Questo termine indica la percentuale di una parola chiave all’interno di una pagina web. Nella rete ci sono strumenti per calcolare la densità di una parola chiave in modo funzionale;
  • Keyword frequency Questo secondo termine indica il valore numerico di una parola chiave in una pagina web. Non stiamo parlando di percentuali, ma di numeri veri e propri.
  • Keyword prominence Con questo termine indichiamo la presenza di una parola chiave nei luoghi più importanti di una pagina web. Luoghi quali: title tag, heading tag, meta description e alt tag;
  • Keyword proximity La proximity indica, infine, la vicinanza tra parole chiave all’interno del tagtitle. In altri termini: se raduniamo all’interno del titolo principale della pagina web l’insieme delle parole chiave che circoscrivono l’argomento trattato, ecco che Google ha la possibilità di archiviare per bene il content della pagina stessa.

Un esempio di keyword proximity in un tag title: “Cosa sono le parole chiave e come scegliere le giuste parole chiave”. O ancora: “Come aprire un sito con WordPress e scegliere il nome in ottica SEO”. In entrambi questi esempi, i tag title presentano al loro interno più parole chiave che appartengono allo stesso campo semantico.

E cosa significa keyword stuffing?

Parole chiave di valore, sì. Parole che incontrano l’intento di ricerca dei nostri utenti, di nuovo sì. Parole chiave che si differenziano tra loro per gli obiettivi che ci permettono di raggiungere (informazione, navigazione di un sito web, acquisto), un ultimo sì.

Ma su un aspetto dobbiamo essere attenti: mai, mai esagerare con la quantità di keyword all’interno di una pagina web e, più in generale, nell’architettura di un sito.

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